Description
Il convegno di Asiago è stato un momento importante per fare luce sui percorsi e sui progetti zavattiniani degli anni Settanta, tesi a superare l’esperienza neorealistica, nonché per inquadrare la cultura italiana di quegli anni, segnata da alcune tragiche vicende (in particolare legate al terrorismo) e da una serie di importanti riforme della vita pubblica, sociale e politica del Paese.
Le questioni care a Zavattini sono l’impegno degli intellettuali nella società, il ruolo e l’attenzione verso i giovani, l’unità delle forze democratiche su progetti cruciali quali la pace e la libertà espressiva e produttiva, le battaglie per il rinnovamento politico e culturale, le nuove forme di comunicazione di massa e i contrasti, spesso a carattere ideologico, che in quegli anni caratterizzano una società in trasformazione.
Nel volume, oltre al racconto dell’amicizia tra Zavattini e Pier Paolo Pasolini e tra Zavattini e Gianni Rodari (i quali, seppur in modo discontinuo, sono stati due riferimenti importanti dell’impegno e della poetica di Za), spiccano le testimonianze delle numerose personalità del cinema e della cultura che hanno partecipato al convegno, tra cui quelle di Ettore Scola, Gianni Celati, Angelo Guglielmi, Giulio Carlo Argan, Alberto Sordi, Giulio Einaudi, Alberto Lattuada, Luigi Malerba, Vittorio Gassman e Giorgio Strehler.
L’approfondimento sul volume “Cesare Zavattini: quell’amabile “zio matto” indagatore della realtà" a firma di Stefania Valbonesi si trova sul magazine online thedotcultura.









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