Consigli di lettura durante l’emergenza Covid-19 (seconda parte)

Consigli di lettura durante l’emergenza Covid-19 (seconda parte)

Smart working, comunicazione digitale e arte. Questa settimana vi consigliamo tre letture molto diverse nell’argomento, ma che hanno il pregio di dare un punto di vista nuovo su lavoro, società e cultura.

Ecco cosa ci propongono i nostri autori.

Smart working o remote working: qual è la differenza?

Alessandro Cucci, autore di “A tu per tu col Machine Learning”. Consiglia:

The Remote Project Manager, Gren Gale

 

È già qualche anno che il tema del remote working si fa sentire tra gli addetti al settore. Con il lockdown 2020, le aziende si sono trovate volenti o nolenti in questo scenario, fossero preparate o meno. Alcune che già lavoravano con queste metodologie disponevano di tutti gli strumenti, altre hanno passato le prime settimane al buio e sono rimaste indietro. Nell’arco di pochi giorni è diventata nota a tutti la differenza tra “Remote Working” e “Smart Working“.

Come sviluppatore, l’idea di poter lavorare su un progetto, per obiettivi, e senza essere presente in ufficio è avvincente. Una volta che le specifiche sono chiare, lavorare in ufficio, in treno, da casa o su una spiaggia è lo stesso, basta avere un portatile e una connessione Internet. I vantaggi, parlo per me personalmente, sono indiscutibili: tempo guadagnato negli spostamenti, ambiente più confortevole, meno stress, rischio di venire interrotto e perdere la concentrazione quasi zero. Altro vantaggio è che in questo scenario emergono subito le competenze e le capacità di ognuno, e non è cosa da poco. Ma da Project Manager? Non è tutto rose e fiori. Applicare le stesse tecniche usate per anni e ormai consolidate potrebbe non bastare più per portare a termine con successo un progetto sviluppato da un team completamente remotizzato.

Questo libro, molto semplice e veloce da leggere, offre dei consigli su come gestire un team da remoto, a cui potrebbero partecipare persone diverse anche dal punto di vista linguistico e culturale. Offre dei suggerimenti su come costruire un team che possa lavorare insieme in maniera proficua, i tool da utilizzare, questioni legate alla sicurezza e alcuni fattori legali da tenere in considerazione.

Non l’ho ancora finito tutto, ma da quello che ho letto finora mi sento di consigliarlo a tutti gli sviluppatori o ai manager che si sono trovati a lavorare da remoto in questi giorni e che stanno pensando di estendere questa modalità anche quando l’emergenza sarà finita.

 

Capitalismo e comunicazione digitale

Roberta Pelachin, autrice di “Immagini e Canti, consiglia:

Il capitalismo della sorveglianza. Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri, Shoshana Zuboff

 

Pensando al mio libro, dove le Immagini di Stefano Tonelli avevano ispirato i miei Canti, mi accorgo che non è tempo di poesia, questo. Per farlo devo star bene. Solo così riescono a emergere dal profondo ombre e malinconia, desideri e gioia… la musica delle parole. Oggi al di là di uno sciocco buonismo (stare a casa fa riscoprire la vicinanza, la lettura) c’è un’atmosfera buia. Un timore per un futuro che d’un tratto si è frammentato. Così ho continuato a leggere un libro denso di suggestioni.

Il capitalismo della sorveglianza di Shoshana Zuboff, sociologa e prima donna che insegna alla Harvard Business School, è uno spartiacque se vogliamo capire il mondo digitale e il domani per tutti noi. I capitalisti della sorveglianza “sanno tutto di noi, mentre per noi è impossibile sapere quello che fanno”. Guadagnano predicendo il futuro con i dati che noi offriamo inconsapevolmente attraverso le chiacchiere, i video, le foto, le mail. Paradossalmente il coronavirus ha incrementato in modo esponenziale non solo il contagio, ma una crescita imponente della comunicazione digitale. Così si è offerto a Google, Facebook, Instagram, ecc. un numero enorme di dati. E le predizioni modificano il nostro comportamento.

Questo tempo sospeso squarcia il velo di un tempo prossimo che non promette nulla di buono se non diventiamo consapevoli di quello che accadrà, e facciamo qualcosa. Perché non obbligare attraverso il potere pubblico i potentati ad avere argini?  Joseph Campbell, studioso di miti, vide al cinema Guerre stellari. A un certo punto Obi-Wan Kenobi disse a Skywalker: «Spegni il tuo computer, spegni la tua macchina, segui i tuoi sentimenti».

Lui lo fece e vinse. Il pubblico nella sala esplose in un applauso. Perché non farlo anche noi?

 

 

La solitudine nell’arte e nella vita

Elena De Blasio, autrice di “Magari fossi nata stronza”, consiglia:

Città Sola, Olivia Laing

 

Uno degli ultimi libri letti, in questo periodo di reclusione forzata, è Città sola di Olivia Laing.

In questo memoir dal carattere malinconico, la scrittrice ci accompagna attraverso la storia degli artisti più tormentati della vecchia New York (Andy Warhol, David Wojnarowicz, Edward Hopper etc…)

Ci racconta una parte della loro storia e, cosa più importante, il loro rapporto con la solitudine.

Questo libro ci fa riflettere ed entrare in contatto con noi stessi, ci porta ad esaminare le nostre sensazioni, ma soprattutto ci fa capire che tutti, nessuno escluso, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti soli.

Un testo fondamentale in questo periodo, che mi ha aiutata a sentirmi meno isolata, meno fragile e mi ha portata a giudicare con occhi nuovi la solitudine, che incanalata nel modo giusto può dare vita ad opere d’arte magnifiche e rendere più ricche le nostre vite.

 

Vuoi leggere i nostri consigli di lettura sui classici? Clicca sul link.

Oppure vuoi leggere qualche libro che ti aiuti a riflettere e andare avanti con maggior consapevolezza? Leggi l’articolo.

Consigli di lettura durante l’emergenza Covid-19 (parte 1)

22 Aprile 2020

Consigli su libri da leggere durante l'emergenza Covid-19 (terza parte)

22 Aprile 2020